17 ottobre 2014. Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà

Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà
Presidio davanti Montecitorio promossa da Miseria Ladra, campagna di Gruppo Abele e Libera con l’adesione delle realta del sociale e del terzo settore

Appuntamento Venerdì 17 ottobre ore 10.00

Interventi, microfono aperto, staffetta podistica intorno alle strade del Parlamento

Libera: “Un italiano su quattro vive in condizioni di povertà. Rendiamo illegale la povertà nel nostro paese: diritti e dignità per tutti e tutte.

In occasione della Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà che si celebra venerdi 17 ottobre, Miseria Ladra, la campagna del Gruppo Abele e Libera con l’adesione di tante realtà del sociale, associazioni di volontariato, studentesche , le cooperative sociali, associazioni cattoliche promuove un sit-in a Roman davanti Montecitorio dalle 10 alle 18 con la parola d’ordine Stop alla povertà, diritti e dignità per tutti e tutte. Sono previsti interventi dei rappresentanti delle realtà del sociale e del volontariato. un microfono aperto darà voce ad alcune delle vittime della crisi. Inoltre una staffetta podistica si alternera’ tutto il giorno intorno alle strade del Parlamento con gli atleti che indosseranno le maglie con la scritta STOP POVERTA’ e i numeri della crisi. Alle ore 18.00 l’iniziativa proseguirà presso il Sagrato della Basilica di San Giovanni in Laterano, attorno alla Lapide in onore delle vittime della miseria. Continua a leggere

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Renzismo terminale, di Marco Revelli

DA IL MANIFESTO

Marco Revelli

“Deriva italiana. Il governo Renzi è la troika interiorizzata. Va sfidato sul suo terreno. L’Altra Europa con Tsipras ha messo le basi facendo il primo passo.”
L’accelerazione impressa da Matteo Renzi nel suo “semestre europeo” lascia sul terreno cumuli di macerie (a cominciare da quelle del suo partito). E apre almeno tre grandi questioni, clamorosamente evidenti in questi giorni solo a volerle vedere: una questione istituzionale, annunciatasi fin dalla battaglia d’estate sul (e contro il) Senato. Una “nuova” questione sociale: nuova perché si poteva pensare che già col governo Monti si fosse arrivati a mordere sull’osso del mondo del lavoro, e invece ora si affondano i colpi ben sotto la cintura. Infine una grave questione democratica, resa drammatica dall’intrecciarsi delle prime due, e dal ruolo che la crisi gioca nel dettarne modi e tempi di sviluppo.
Renzi – nonostante le retoriche che ne accompagnano e potremmo dire ne costituiscono l’azione – non rappresenta una possibile soluzione della crisi economica e sociale italiana. Non ha né la forza (nei rapporti inter-europei) né le idee per aprire anche solo uno spiraglio. Ma condensa in sé – nella propria stessa persona, nel proprio linguaggio e nei propri comportamenti quotidiani, oltre che nelle misure che impone – il modo con cui la crisi lavora. E’, si potrebbe dire, il lavoro della crisi tradotto in politica: ne converte in pratica di governo tutto il potenziale destabilizzante. Continua a leggere

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José Mujica: “I poveri non sono coloro che hanno poco…”

“La mia idea di vita è la sobrietà. Concetto ben diverso da austerità, termine che avete prostituito in Europa, tagliando tutto e lasciando la gente senza lavoro. Io consumo il necessario ma non accetto lo spreco. Perché quando compro qualcosa non la compro con i soldi, ma con il tempo della mia vita che è servito per guadagnarli.”
“I poveri non sono coloro che hanno poco. I poveri sono coloro che hanno bisogno di molto.”

José Mujica – Presidente della Repubblica dell’Uruguy   http://it.wikipedia.org/wiki/Jos%C3%A9_Mujica
Intervista a Josè Mujica “talk to Al Jazeera”:

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La riforma del lavoro di Renzi. IL LAVORO CI RENDERA’ SCHIAVI!

GIU’ LE MANI DALL’ART. 18!

Il ddl lavoro che questo Parlamento si accinge a discutere e ad approvare scardina l’ultima garanzia dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che neppure i governi Berlusconi erano riusciti a cancellare. Se passa la controriforma l’obbligo della reintegra del lavoratore ingiustamente licenziato non ci sarà più. La reintegra diventerà un caso “estremo e improbabile”.

Nella stragrande maggioranza dei casi, le lavoratrici e i lavoratori che subiranno un licenziamento giudicato illegittimo, non potranno riottenere come sarebbe giusto il proprio posto di lavoro. Nonostante il giudizio di illegittimità. Continua a leggere

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IL BRADIPO PIDDINO NON LO SA, PERCHE’…

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il bradipo è un animale molto simpatico, lento e sonnacchioso. Fa parte dell’ordine degli “sdentati”, anche se in realtà ha i denti, sia pure molto poco sviluppati. Il suo punto forte (si fa per dire) è la sua prodigiosa lentezza. È lento quando cammina, quando mangia, quando gioca, perfino quando fa la cacca (può addirittura addormentarsi mentre sta facendo i suoi bisognini).

Dorme circa 19 ore al giorno, poi gli piace stare appeso agli alberi a testa in giù. Insomma sta spesso a testa in giù, così che vede sempre il mondo al contrario.

Bene il bradipo è come l’italiano medio, l’italico piddino, quello che alle ultime elezioni europee ha dato il 40,8% di consensi al PD, quel partito “di sinistra”, che sta instaurando una dittatura oligarchica “di destra” in Italia, sempre per il solito motivo che il sangue si nota meno su di una camicia “rossa”.  Per quale motivo, ci si chiede? Semplicemente perché  dorme troppo e vede il mondo al contrario, quindi non riesce a decifrare la realtà nel modo giusto.
Infatti il bradipo piddino  si addormenta mentre pensa, perché la monotonia del suo stesso pensiero lo annoia a morte, eternamente  puntato sull’ossessivo fuffoso concetto: PD …PD …PD … Ecco perché non si informa, non legge, non studia, quindi non sa.

Per esempio non sa che l’Unione Europea è un organismo sovranazionale antidemocratico e oligarchico nella sua stessa natura, dove il potere legislativo è affidato ad organi non elettivi, non trasparenti, ma solo nominati dalla partitocrazia e dalle lobby finanziarie che lo condizionano. Di conseguenza lo svuotamento del potere degli stati nazionali e la sua successiva concentrazione in organi sovranazionali, determina l’isolamento tecnocratico delle commissioni decidenti e il sequestro della gestione democratica della società civile, a vantaggio dell’autogestione blindata del potere partitocratico.
Non sa che attraverso il modello economico/finanziario ispirato al neoliberismo di Friedrich Von Hayek, in Eurolandia sono  i grandi monopoli finanziari che dettano la politica degli Stati e dell’Unione. Perché la loro autonomia decisionale deve stare “al riparo dal processo elettorale” (Mario Monti). A differenza del modello economico keynesiano, che prevedeva uno Stato che facesse investimenti anticiclici per evitare la recessione, nella quale si è avvitata ora l’Italia, ed assicurare l’occupazione. E quando la politica economica è affidata ad una Banca Centrale, che, per statuto, opera in autonomia autoreferenziale,  la democrazia rappresentativa è finita e il processo elettorale è privato del suo senso. Ma questo il bradipo piddino non lo sa, perché sta  appeso agli alberi a testa in giù e vede il mondo al contrario. Continua a leggere

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No alle esercitazioni militari israeliane in Sardegna

COMUNICATO STAMPA

Il Movimento per il lavoro i diritti e l’ambiente chiede che non vengano autorizzate nel territorio sardo esercitazioni militari in violazione della Costituzione italiana (articolo 11) e dei diritti fondamentali dell’uomo.

ll diritto all’acqua, al lavoro, all’agricoltura, alla pesca, alla scuola, alla salute, al libero movimento, alla libertà personale ed alla vita di milioni di palestinesi da molti decenni sono costantemente violati da parte delle autorità israeliane, con l’occupazione della loro terra.
Netanyahu e il suo governo – con una forza bellica enormemente superiore, e grazie al sostegno americano e ai flebili interventi da parte dell’ONU – persistono nel massacro disumano della popolazione palestinese per annientarla definitivamente, non tollerando alcuna –pur comprensibile- ribellione alla loro occupazione coloniale e razzista.
Vi è alla base di ciò un disprezzo xenofobo per le loro vittime ritenute poco più che animali. Le sofferenze e i morti di questi giorni continuano dunque ad alimentare un odio che durerà per generazioni. Continua a leggere

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ALLA SALUTE DEI SARDI…

cin cin

Dalla Regione Sardegna 76,2 milioni di euro l’anno a CIN, e 42 milioni a Trenitalia…

Ci si aspettava interventi immediati e drastici sui trasporti, da parte della Giunta Pigliaru.

Chiarendo che non è solo un dovere morale ed una emergenza sociale ed economica rimediare una volta per tutte ai disservizi e ai costi eccessivi e penalizzanti dei trasporti nell’Isola.
Trenitalia prende dalla Regione Sardegna 42 milioni di euro l’anno non ostante il servizio ferroviario sia a brandelli, soprattutto nel nord Sardegna, per la chiusura di stazioni, riduzione di corse ed orari poco o per nulla confacenti con gli orari di lavoro dei molti pendolari costretti a ripiegare sul mezzo privato. Continua a leggere

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